La venerazione di Sant’Antonio abate a Soriano

La venerazione di Sant’Antonio abate a Soriano fonda le sue origini nei secoli, come testimoniano le tante testimonianze di edifici o rappresentazioni artistiche dedicate al Santo di cui oggi è ancor viva la tradizione grazie all’impegno dei volontari della omonima confraternita.

Proprio per questo, quest’anno abbiamo voluto riscoprire i luoghi della tradizione sorianese predisponendo presso ogni chiesa del territorio un pannello esplicativo che ci ricorda e meglio indica quella che è una esplicita rappresentazione del Santo.

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La vita del Santo

Il 17 gennaio si celebra ogni anno Sant’Antonio Abate, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati. Nelle diverse parti del mondo è anche conosciuto con il nome di Sant’Antonio il Grande, Sant’Antonio d’Egitto, Sant’Antonio del Fuoco, Sant’Antonio del Deserto, Sant’Antonio l’Anacoreta.

Ma chi era Antonio da Coma

Nacque in Egitto intorno al 250 da una agiata famiglia. Verso i vent’anni rimase orfano dei genitori, con un ricco patrimonio da amministrare e con una sorella minore da educare, ma sentì ben presto di dover seguire quanto scritto nel Vangelo: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri»

La vita ascetica

Decise perciò di vendere i suoi beni, affidare la sorella a una comunità di vergini e dedicarsi alla vita ascetica nel deserto d’Egitto, che interruppe raramente laddove fu chiamato a contrastare le eresie, soprattutto quella ariana. Ben presto la sua fama  e saggezza si diffusero tra le genti e molti lo seguirono su quella strada

La fama di taumaturgo

Non meno si affermava la fama di taumaturgo, capace di guarire tutte le malattie del corpo e dello spirito tanto che accorrevano da lui, attratti dalla sua santità, pellegrini e bisognosi di tutto l’Oriente. Morì a 106 anni nel deserto della Tebaide, il 17 gennaio del 356 e fu seppellito in un luogo segreto.

Le spoglie del Santo

Secondo alcuni le spoglie furono ritrovate e traslate ad Alessandria d’Egitto nel 532 d.c. ed in seguito a Costantinopoli. Ben presto diventò uno più importanti Santi del Cristianesimo oggetto di venerazione per la sua capacità di guarire le malattie ed oggetto di particolare fama nell’era delle crociate.

La collocazione in Francia

Nell’XI secolo il nobile francese Jaucelin, signore di Châteauneuf, nella diocesi di Vienne, le ottenne in dono dall’imperatore di Costantinopoli e le portò in Francia. Il nobile Guigues de Didier fece poi costruire, nel villaggio di La Motte aux Bois che in seguito prese il nome di Saint-Antoine-l’Abbaye, una chiesa che accolse le reliquie poste sotto la tutela del priorato benedettino.

Il culto in occidente

Lo sviluppo del culto popolare di Antonio in Occidente, fu dovuto probabilmente alla sua fama di guaritore dall’herpes zoster, o «fuoco di S. Antonio». Risultando inefficaci tutti i rimedi, i malati si recavano alla chiesa di Saint-Antoine de Viennois, in cui erano conservate le reliquie di Antonio, e per accoglierli si rese necessaria la costruzione di un ospedale e la formazione di una confraternita di religiosi, per assisterli.

L’Ordine Antoniano

Ebbe così origine l’Ordine ospedaliero degli Antoniani, poi ufficializzato da Papa Urbano II, che prese come sua insegna la gruccia a forma di T, tradizionale attributo di Antonio. Gli Antoniani seguivano la regola di Sant’Agostino. Il culto del Santo era molto popolare e l’attività dell’Ordine era intrecciata strettamente con la vita quotidiana e i problemi della gente




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